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PISA JAZZ

EXWIDE E MUSIC POOL PRESENTANO
PISA JAZZ 2019
A Jazz Odyssey
GENNAIO - MAGGIO

Quindici concerti per la nuova stagione di Pisa Jazz
15 appuntamenti distribuiti in vari luoghi della città da Gennaio a Maggio
Un viaggio alla ricerca delle origini e del futuro della musica 


Domenica 27 Gennaio inizia la nuova stagione di Pisa Jazz, la rassegna promossa dall'Associazione ExWide con il contributo della Fondazione Pisa e del comune di Pisa, in collaborazione con molte realtà del territorio provinciale e regionale.

La nuova stagione ha un titolo significativo: "A Jazz Odyssey". I quindici appuntamenti che compongono il cartellone sono un viaggio metaforico che musicisti e pubblico affronteranno insieme: il richiamo è al viaggio che la specie umana, con la sua cultura e in particolare con la sua produzione musicale, ha fatto nei millenni del suo peregrinare per il globo terrestre. Ma un' Odissea non è solo un viaggio, è un percorso di conoscenza disseminato di sorprese e ostacoli, che non impediranno al protagonista, la musica, di tornare alla sua Itaca, alle sue origini. In questa serie di concerti infatti dall'Africa si parte questa domenica, con il progetto "Yoruba" di Andrea Grillini, e all'Africa si torna con la produzione originale di Pisa Jazz 2019, il Dinamitri Open Combo (fusione dei Dinamitri Jazz Folklore e dell'Open Combo di Silvia Bolognesi) ultimo concerto della stagione; durante il viaggio la rassegna farà tappa in diverse terre e in diverse ere della storia della cultura musicale, senza tralasciare il presente e dando uno sguardo al futuro. Saremo nell'America degli anni '60 accompagnati dalla calda voce soul di Eric B. Turner, viaggeremo nel Sud e nell'Est dell'Europa con le musiche zingare dei Note Noire, attraverseremo cinque decadi di storia del jazz celebrando con Enrico Rava i suoi 80 anni, ci muoveremo tra l'Africa e Cuba portati per Mano da Omar Sosa e Gustavo Ovalles. Ma avremo anche modo di apprezzare quanto di meglio la scena contemporanea internazionale ha da offrire, con Khalab, Nubya Garcia, Forq, Kokoroko e Timo Lassy. Non mancheranno poi momenti di approfondimento, con due dei più affermati studiosi di storia del jazz in Italia, Francesco Martinelli e Stefano Zenni.


PROGRAMMA






27 Gennaio, Teatro Sant'Andrea, H.21:30
€ 10 intero / € 8 ridotto studenti e soci exwide - prevendite ticketone

Andrea Grillini “YORUBA”

Andrea Grillini - Batteria
Alfonso Santimone -Piano
Piero Bittolo Bon - sax alto, flauto basso
Stefano Dallaporta - contrabbasso
Glauco Benedetti - Tuba
Federico Pierantoni -Trombone
Filippo Orefice Sax Tenore - Clarinetto
Luca Chiari – Chitarra

Yoruba è un popolo etno linguistico diffuso nell'africa occidentale, poi espanso nelle americhe dopo la tratta degli schiavi.
Il popolo Yoruba si sviluppò nella città di Ife ; da li controllava gran parte della Nigeria , del Togo e del Benin.
La cultura Yoruba include numerose manifestazioni di tipo narrativo e teatrale dove si rappresentano tramite rituali, gli spiriti Egungun ovvero gli spiriti ancestrali.
La musica di questo organico rappresenta lo sviluppo e la rivisitazione personale del sound folklorico cubano, attraverso la ricerca di canti popolari, basati sulla tradzione orale.
Dopo un'accurato lavoro di scelta del materiale e ascolto di quello che sono le musiche di questi rituali, Andrea Grillini, leader della band, ha ricercato delle linee melodiche date dagli incastri ritmici provenienti dalle figure tipiche afrocubane e quindi tipiche di questi rituali, composte e orchestrate per un'ensemble di fiati.
Queste linee intersecate tra di loro creano uno strato ritmico e melodico capace di creare un habitat innovativo, sul quale dipingere spunti improvvisativi e tematici. I fiati sono composti da 2 strumenti ad ancia, ovvero sax alto e sax tenore, e 2 ottoni, trombone e tuba.
Gli strumenti ritmici sono utilizzati invece come fossero voci che narrano storie, voci che flettono il tempo e creano una sorta di ''transfert'' con esso riscoprendo la purezza del ritmo primordiale.



02 Febbraio, ExWide, H.22:30
€ 8 – prevendite eventbrite

Eric B. Turner  “Soul Doctor”

Eric B. Turner - Voce       
Paolo Pee Wee Durante – tastiere
Renato Marcianò - basso       
Danny Bronzini – chitarra
Dimitri Grechi Espinoza - sax tenore

“SOUL DOCTOR” è il nuovo progetto internazionale, nato dall’incontro tra il cantante newyorkese di adozione Dr Eric B Turner, già direttore del gruppo gospel “The Harlem Voices”, la cui voce spazia abilmente dal soul al blues, dal rhythm&blues al funk, con l’hammondista toscano Paolo Peewee Durante, uno dei più apprezzati virtuosi dello strumento italiani, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Tony Scott, Eddie Floyd, Rudy Rotta e Bombino. Un viaggio nella tradizione afroamericana soul/blues, dicevamo, con pezzi originali e rivisitazioni di brani di artisti come Ray Charles, Sly & The Family Stone, Stevie Wonder. Psicologo, professore, attore, comico, cantante, modello, compositore, paroliere; uno qualsiasi di questi titoli sarebbe sufficiente a riempire una vita di lavoro; ma per Eric B. Turner tutte queste attività sono le facce di un’unica medaglia. Nato e cresciuto a Cleveland, Ohio, Eric cresce musicalmente nel coro della chiesa locale dove da subito dimostra un’attitudine unica alla gestione dell’espressione vocale. I suoi studi lo hanno sempre tenuto a cavallo tra il mondo dello spettacolo e quello dell’università, ottenendo in entrambi i campi risultati eccellenti; oltre ad essere uno stimato professore di psicologia infatti, Eric è un talento riconosciuto del canto gospel e della soul music. Lungo il percorso della sua carriera musicale ha lavorato con grandi nomi del Gospel e del Pop come Mariah Carey, Chaka Khan, Aretha Franklin, Anita Baker, Pastor Shirley Caesar, Pastor John P Kee, Karen Clark-Sherd e molti altri.


10 Febbraio, Teatro Sant'Andrea, H.21:30
€ 12 intero / € 10 ridotto studenti e soci exwide -  prevendite ticketone

Arcadia Trio feat. Robin Eubanks

Robin Eubanks - trombone
Leonardo Radicchi - sax tenore, sax soprano
Ferdinando Romano - contrabbasso
Giovanni Paolo Liguori - batteria


Arcadia Trio è il nuovo progetto di Leonardo Radicchi costruito insieme al contrabbassista Ferdinando Romano e al batterista Giovanni Paolo Liguori. Il trio ha sempre raccontato la propria musica come un manifesto, in cui il jazz è vissuto come elemento culturale che può fare la differenza nel sociale. Le composizioni originali firmate dai componenti della band sono plasmate su fatti, persone, idee che lasciano il segno:“Il jazz è la musica che meglio di ogni altra può aiutarci a rappresentare, sublimare e comprendere la complessità dell’età contemporanea.”

Robin Eubanks è considerato universalmente il più importante trombonista della sua generazione. Nato da una famiglia di musicisti ha iniziato presto la sua formazione per poi trasferirsi a New York dove ha iniziato una carriera ricca di collaborazioni con Dave Holland, Michael Brecker, Art Blakey, Elvin Jones, Sun Ra, Barbara Streisand, Rolling Stones… Ha vinto due Grammy per le sue performances sui dischi Wide Angles di Michael Brecker e What Goes Around and Overtime di Dave Holland.
Nel 2014 ha vinto il Jazz Times Critics Poll come miglior trombonista ed è stato eletto più volte trombonista dell’anno nelle Readers e Critics Polls di Downbeat. Ha vinto anche riconoscimenti per le sue composizioni da Chamber Music America e dalla ASCAP.
La sua musica è eclettica e stilisticamente varia, qualità rese possibili da una grande padronanza strumentale e il talento innato. 

Talentuoso ed eclettico musicista di origine umbra, Leonardo Radicchi è uno dei più attivi e apprezzati a livello nazionale. Dal suo Diploma al Berklee College of Music di Boston, di cui è stato Student Ambassador, si è evoluto in una ricerca musicale parallela alla crescita della sua consapevolezza come individuo nella società civile. Le sue scelte musicali e le sue attività in ambito sociale hanno contribuito a conferire un significato politico alle sue composizioni, là dove per politica non si intende uno schieramento partitico quanto piuttosto una maturata consapevolezza dell’ingiustizia sociale e delle contraddizioni da cui essa derivano: “La musica ha il dovere di contribuire, anche se in minima parte, alla massa critica che ci permette ogni giorno di essere umani. Il mondo è un posto complesso, ci serve una musica in grado di raccontarlo.”

Radicchi lo ha dimostrato con l’album del 2013 intitolato – non a caso – “Riot” e attraverso esperienze fortemente volute con Emergency: il progetto Ebola (in Sierra Leone) e il progetto War Surgery (Afghanistan), a cui è seguita l’attività in un centro per richiedenti asilo della Toscana. Esperienze che cambiano il modo di vedere la vita, che rafforzano il sentimento di riscossa e operatività. Storie raccontate nel libro “In fuga”, pubblicato nel 2016 da Rupe Mutevole (collana Letteratura di Confine) e attualmente in ristampa.




20 Febbraio, Lumiere, h.21.30
€ 15 prevendite ticketone

KOKOROKO

KOKOROKO è una giovane band formata da 8 elementi con base a Londra guidata dalla trombettista Sheila Maurice-Grey. Si ispirano a maestri come Fela Kuti, Ebo Taylor e Tony Allen ed ai grandi suoni provenienti dall’Africa Occidentale. Il loro stile prende forma dalle loro radici Nigeriane e West Africa mescolate ai suoni urbani Londinesi. Dal vivo KOKOROKO hanno costruito la loro ampia fama, (divenendo quasi leggenda) catturano il pubblico attraverso la bravura musicale e la presenza scenica della band. Le bellissime composizioni soul e spiritual della band sono cibo per l’anima e fanno muovere il corpo!









03 Marzo, Teatro Sant'Andrea, H.21:30
€ 10 intero / € 8 ridotto studenti e soci exwide -  prevendite ticketone

NoteNoire 4tet

Ruben Chaviano - violino         
Roberto Beneventi – fisramonica
Tommaso Papini – chitarra
Mirco Capecchi - contrabbasso

Nadir è il nuovo disco dei Note Noire. Nadir è il punto invisibile dal quale osservare il suono di un ensemble dal timbro classico formato da quattro musicisti inevitabilmente attratti dalle continue novità del panorama creativo e dalla sperimentazione stilistica. Note Noire è un quartetto jazz contemporaneo italiano e rappresenta il percorso musicale comune di Ruben Chaviano, Roberto Beneventi, Tommaso Papini e Mirco Capecchi attraverso le proprie composizioni originali. Si tratta di musiche scritte in totale libertà alla ricerca di linguaggi musicali moderni e cosmopoliti attraverso le caratteristiche di strumenti rappresentativi delle tradizioni europee come il violino, la fisarmonica, la chitarra e il contrabbasso.


07 Marzo, Circolo Exwide, H.21:30
€ 5 prevendite eventbrite

CAMILLA BATTAGLIA “EMIT”

Camilla Battaglia: voce, pianoforte, effetti
Michele Tino: sax alto
Andrea Lombardini. basso elettrico
Bernardo Guerra: batteria
 
La cantante e compositrice Camilla Battaglia ha pubblicato il suo secondo album dal titolo "EMIT: RotatoR TeneT" (Dodicilune), un nuovo progetto che  celebra in musica il concetto di "tempo" attraverso la lente della scienza e della filosofia.
Ad accompagnare Camilla ci sono Michele Tino al sax alto, Andrea Lombardini al basso elettrico e Bernando Guerra alla batteria, con la partecipazione di Ambrose Akinmusire alla tromba. La gestazione di questa ultima e audace fatica discografica è durata circa due anni. Complici Copenaghen e Berlino, due città dove Camilla ha vissuto e che hanno contribuito a influenzare profondamente, non solo il suo percorso umano e artistico ma anche la sua intera opera. Camilla Battaglia attinge apertamente dalla scienza, dalla letteratura e dalla filosofia. Diversi, infatti, sono stati i suoi punti di riferimento: le poesie di Sylvia Plath, le lettere contenute nelle premesse di ‘Essere e Tempo’ di Heidegger, i numeri corrispondenti alle consonanti tra le parole proclamate dal demone ne ‘La gaia scienza’ di Nietzsche e, infine, le immagini efficaci di Carlo Rovelli ne ‘L’ordine del tempo’.
“Questo bacino immenso di ispirazione - dichiara Camilla - mi ha spinto a declinare in musica il cuore di tutte queste ricerche e speculazioni, attraverso l’intreccio di cellule ritmiche e melodiche, in cui si perde la percezione comune del tempo scandita da prima, ora, dopo.
Stavo cercando un titolo che rappresentasse la circolarità del tempo. Sono arrivata presto a 'Rotator' e 'Tenet', due parole palindrome che significano rispettivamente 'rotatorio' e 'principio-origine', e in seguito ho pensato che l'inversione della parola chiave 'time' (tempo), ovvero 'emit', significasse proprio promulgazione o enunciato.”


16 Marzo, Circolo Exwide, H.22:00
€ 10 prevendite eventbrite

FORQ

Chris McQueen - guitar
Henry Hey - keyboard
Kevin Scott - bass
Jason 'JT' Thomas – drums

Forq è un pirotecnico quartetto strumentale con un suono dinamico e una forte inclinazione all'esplorazione sonora. Il gruppo è composto da improvvisatori di livello mondiale, ma sono forse le loro canzoni orecchiabili, frutto di sapienti miscele di generi a lasciare il segno più duraturo nell'ascoltatore. Sette di queste canzoni compongono il loro terzo album Thrēq (pronunciato "threek"), uscito alla fine del 2017. Originariamente fondato dal tastierista Henry Hey ((David Bowie, Empire of the Sun, Jeff "Tain" Watt) e il bassista Michael League (leader dei pluripremiati Snarky Puppy), Forq è ora affiancato dal chitarrista Chris McQueen (Snarky Puppy, Bokanté), dal batterista Jason "JT" Thomas (RH Factor di Roy Hargrove, Marcus Miller, D'Angelo) e dal bassista Kevin Scott (Wayne Krantz , Jimmy Herring, Col. Bruce Hampton). Le loro tournée hanno attraversato gli Stati Uniti e l'Europa, passando per festival internazionali tra cui il North Sea Jazz festival e il GroundUP Festival di Miami Beach.




20 Marzo, Lumiere, H.22:00
€ 15 intero / € 13 ridotto studenti e soci exwide - prevendite ticketone

Nubya Garcia

Nubya Garcia, 25 anni, sassofonista diplomata al Trinity Laban conservatorio di musica e danza. Londinese di nascita e origini afro-caraibiche, ha iniziato a suonare al Camden Music Service, per intraprendere poi il corso jumior di jazz alla Royal Academy Of Music. Dopo aver suonato con tutti, da Congo Natty all'Outlook Orchestra, accanto a leggende come Horace Andy e Sister Sledge o come parte integrante dei jazz ensemble Nérija e Maisha, Nubya Garcia è diventata un nome ben noto nel panorama musicale Inglese. Lei porta il suo stile, prospettiva e suono all'interno della sua musica, che racchiude le diverse influenze urbane londinesi. Nubya si è tuffata senza paura nella registrazione del suo primo disco solista, intitolato "Nubya's Five" (2017) con una chiara visione di ciò che voleva; ed è stata molto meticolosa nella ricerca del suo suono. Arruolando per questo suo debutto discografico musicisti come John Armond Jones, Femi Koleoso (ambedue di Ezra Collective), Moses Boyd, Theon Cross, Dan Casimir, giovani talenti tutti appartenenti alla fantastica nuova generazione di jazzisti londinesi. Nubya ha attinto tra le amicizie più strette e consolidate per creare un ensemble armonioso - e questa unione gioiosa si irradia attraverso le sue composizioni.Un calore che ritroviamo nelle sue esibizioni dal vivo, cariche di groove, che hanno ottenuto una serie di "sold out" nelle migliori location di Londra come Jazz Café, Ronnie Scotts, Total Refreshment Center ed una fama che sta rapidamente crescendo in tutta Europa. Premiata recentemente con il Steve Reid Innovation Award (così come Femi Koleoso, Sarathy Korwar e Moses Boyd), fondazione guidata tra gli altri da Floating Points e Four Tet  e che supporterà il prossimo EP della sassofonista  in uscita l'8 Marzo 2018. L'album Nubya's Five è stato nominato per il Best Jazz Album of The Year ai Gilles Peterson's Worldwide Awards



30 Marzo, Circolo Exwide
H.22:30 - € 10 prevendite eventbrite

Timo Lassy Band

Timo Lassy - sax
Georgios Kontrafouris - piano
Ville Herrala  - bass
Jaska Lukkarinen - drums
Abdissa Assefa – perc

Il compositore, sassofonista e band leader Timo Lassy è uno dei nomi noti della scena Finlandese. Dopo aver lavorato anni nell'ambito della musica di ricerca già durante i suoi studi presso la Sibelius Academy e il Conservatorio di Amsterdam, ha fatto parte di quella nuova generazione di musicisti finlandesi che hanno fondato il Five Corners Quintet, noto per aver riportato il jazz sul dancefloor e aver raggiunto un vasto pubblico in tutto il mondo.

Negli ultimi dieci anni Timo Lassy si è concentrato sulla sua carriera solista principalmente suonando con il gfruppo noto come Timo Lassy Band, "una delle band più forti d'Europa" secondo il Sunday Times UK, definito "swing jazz di qualità" da Gilles Peterson. Dopo cinque incredibili album e una superba collaborazione con José James, Lassy ha presentato l'EP "When The Devils's Paid" nel 2017, con il featuring del gigante brasiliano Ed Motta alla voce.

L'ultimo album "Moves", il sesto, è il risultato del percorso musicale di Timo Lassy e fa un passo audace nel futuro. Riflette tutti gli elementi che hanno reso il suo sound unico fino ad oggi, dal Soul degli anni '60 Soul al Latin Jazz e al Soulful Vocal Jazz, ma si muove vivacemente in una direzione moderna; comprende suoni elettronici e persino Hip Hop con la leggenda del rap finlandese Paleface. In primo piano nell'album ci sono la stella del sassofono Eero Koivistoinen e la Ricky-Tick Big Band Brass con cui Lassy si esibisce regolarmente.



31 Marzo, Palazzo Blu, H.11:00
ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria su eventbrite

Domeniche in Jazz con Francesco Martinelli
King Zulu: Jean-Michel Basquiat dà una lezione di storia del jazz

Del grande dipinto del 1986 verranno analizzate le fonti iconografiche, la loro relazione con la musica e il modo in cui Basquiat le ha modificate e riutilizzate per raccontare la sua storia disseminando il dipinto di indizi nascosti, portando attraverso immagini, video e ascolti a una comprensione del dipinto come commento sulle radici e sullo sviluppo del jazz, nell’ambito della complessa trama della cultura africano-americana e della creatività nelle Americhe.

Dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Blu e il progetto “Pisa Jazz”, promosso dall’associazione ExWide con il contributo della Fondazione Pisa e del Comune di Pisa, nasce “Domeniche in Jazz Palazzo Blu”, un ciclo di lezioni concerto curate e condotte da Francesco Martinelli, una vera istituzione internazionale nell’ambito della storia del jazz. Francesco Martinelli è infatti impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista e traduttore, insegnante e conferenziere. Ha collaborato negli anni Settanta alla organizzazione delle memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa, e in seguito ha promosso nella sua città concerti e rassegne tra cui La Nuova Onda, l’Instabile’s Festival, An Insolent Noise. Ha tradotto una dozzina di libri dall’inglese all’italiano, collaborando con Arcana, Il Saggiatore, EDT e con la pisana ETS per la collana Sonografie la cui più recente uscita è un volume su Steve Lacy. Insegna Storia della Popular Music al Conservatorio Bomporti di Trento e Storia del Jazz presso l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e la Siena Jazz University; a Siena Jazz dirige anche il Centro Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”, la più ampia raccolta di libri, riviste e registrazioni di jazz in Italia, e dirige la collana di testi jazzistici in traduzione creata in collaborazione da EDT e Siena Jazz. In Settembre a conclusione di un vasto progetto internazionale promosso dall’European Jazz Network è stato pubblicato dalla inglese Equinox il volume “The History of European Jazz – The music, musicians and audience in context”, curato da Martinelli.




02 Aprile, Lumiere, H.21:30
€ 18 intero / € 15 ridotto studenti e soci exwide / € 0.20 ridotto operatori prevendite ticketone

Omar Sosa & Gustavo Ovalles

Omar Sosa / pianoforte
Gustavo Ovalles / percussioni

La scintilla del sodalizio artistico tra Omar Sosa e Gustavo Ovalles scocca nel 1999 e trova primo compimento nell’album «Ayaguna» (2003), registrazione dal vivo del concerto tenuto nel 2002 al Motion Blue di Yokohama. Il titolo del disco, «Ayaguna», è ispirato a una pratica religiosa della cultura Yoruba dell’Africa Occidentale, trapiantata anche in America Latina. L’elemento spirituale nella loro musica è caratterizzante e, come da loro dichiarato, incarna e vuol trasmettere pace e fratellanza, espresse anche dagli abiti bianchi indossati. Musicalmente si apprezzerà come il rigoglioso pianismo di Sosa si sposi con le percussioni etniche e multiformi di Ovalles.

Omar Sosa è un musicista poliedrico: compositore, arrangiatore, pianista, percussionista, improvvisatore ed efficace comunicatore. Il suo mix di jazz afro-cubano e world music è espressivo, ricco di energia e passione, ma anche di grazia e delicatezza. Sosa ha colto, assorbito e rielaborato elementi caratteristici di ogni cultura musicale con cui è venuto in contatto: dalla persuasiva arte di raccontare dell’hip-hop alla libera sperimentazione del jazz, dalla calda emozione dei cori afro ecuadoriani alla sensualità della musica popolare cubana e alla trance ipnotica dei rituali gnawa del Marocco. La sua musica può essere definita “urban contempary music” con un cuore di latin jazz.

Gustavo Ovalles ha compiuto i suoi studi formali presso il conservatorio di Caracas, per dedicarsi poi alle percussioni della tradizionale venezuelana, attraverso un approccio diretto con la musica popolare dei villaggi, alla ricerca delle sue autentiche radici. Il suo percorso musicale lo ha portato anche a Cuba, per poi trasferirsi in Francia dal 1997. Ovalles ha collaborato con innumerevoli ensemble di musica jazz e latina, offrendo sempre il suo peculiare contributo. Ha partecipato ai maggiori jazz festival internazionali, come quello di Montreal, di Saint-Louis in Senegal o come il North Sea Jazz Festival in Olanda. Si è esibito in contesti prestigiosi come la Carnegie Hall di New York e storici club come il Blue Note di Tokyo.




12 Aprile, Depostito Pontecorvo
€ 10 intero prevendite eventbrite

Khalab (live)

Quello di Khalab è un viaggio senza soluzione di continuità, dalle tribù più ancestrali al cosmo meno esplorato, dalla giungla nera ai grattacieli, dal subconscio remoto alla più lontana e reale proiezione dell’Africa che sarà.

Il suo primo lavoro, ‘Eunuto EP’ - uscito per la Black Acre Records, etichetta indipendente di Bristol che negli ultimi anni ha lanciato protagonisti del calibro di Romare e Clap Clap - lo ha subito reso uno degli artisti più interessanti del panorama internazionale dedicato all’afrofuturismo. I primi veri riconoscimenti arrivano con un lavoro a quattro mani con il griot maliano Baba Sissoko: ‘Khalab e Baba’ - uscito per la newyorkese Whonderweel Records - è un disco che parla dell’incontro tra l’elettronica afrofuturista e la tradizione della musica maliana. Premiato con il ‘Best Track Of The Year’ ai Gilles Peterson’s Worldwide Awards del 2015, ha ricevuto molti consensi dalla stampa di tutto il mondo: BBC, Radio Nova, MPR, Okayafrica, Bandcamp, Vice, I-D-UK, Traxmag France, sono solo alcuni dei media internazionali che hanno inserito questo disco tra i migliori dell’anno.

Il nuovo album,’Black Noise 2084’, è uscito a Luglio 2018 per la On The Corner Records di Londra. Il disco è costruito utilizzando come base di partenza l’archivio di field recordings del Royal Museum For Central Africa di Bruxelles. Da questo lavoro di ricerca, selezione e campionamento durato quasi un anno sono nate le prime idee che sono state poi sviluppate insieme a una serie di musicisti formidabili: Shabaka Huntchings, Moses Boyd, Tamar “the collocutor” Osborn, il maestro Gabin Dabyré, la poetessa Californiana Teenesha The Wordsmith, Tommaso Cappellato e Prince Buju. Il disco, presentato alla stampa in un evento privato a Londra e distribuito in tutto il mondo da !K7, è già arrivato alla terza ristampa ed è stato inserito da molti media come uno dei lavori più importanti dell’anno: The Wire, Straight No Chaser, Modjo, Dj Mag, NTS, KEXP. E’ stato anche disco della settimana su Worldwide Fm, Sounds Of The Universe e su Bandcamp Weekly.

Il suono più tradizionale dell’Africa nera, le evoluzioni della musica afroamericana e la ricerca in ambito elettronico dal suono cupo, sciamanico e groovy allo stesso tempo, sono gli elementi di base che hanno dato vita ad un lavoro unico nel suo genere. Proiettato al futuro, Khalab continua la sua ricerca verso nuove formule, mantenendo il punto su un suono molto personale che lo ha reso uno degli interpreti più consapevoli del suo genere.




14 Aprile, Teatro Verdi, H.21:30
€ 25/23 primo settore / € 20/18 secondo settore / €15 terzo settore / €10 ridotto studenti terzo settore - prevendite ticketone

Enrico Rava Special Edition
Enrico Rava 80th Anniversary – World Tour 2019

Enrico RAVA  tromba e flicorno
Gianluca PETRELLA  trombone   
Giovanni GUIDI  pianoforte
Francesco DIODATI   chitarra
Gabriele EVANGELISTA  contrabbasso
Enrico MORELLO  batteria

Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico Rava apparve, dapprima sulla scena italiana e poi  in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbieri e Steve Lacy,  con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sud-africani  Johnny Dyani e Louis Moholo. Poi venne il lungo soggiorno a New York dove incontrò e collaborò con  artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Negli anni settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i  gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera , da lui rivisitata in due splendidi album e quello con  il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli  anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati… E le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Cecil Taylor, Miroslav Vitous, Philip Caterine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, John Abercrombie,Joe Lovano…Ora, giunto alla soglia degli 80 anni, che compirà nel prossimo 2019, Rava ha voluto pensare ad una Special Edition,  raggruppando  i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni,  per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna  ed interpretare  nuove composizioni scritte per questa occasione.

Giovanni Guidi, esponente della generazione dei trentenni del jazz italiano, ha vinto il Top Jazz 2007 (il premio della critica indetto dalla rivista Musica Jazz) quale miglior nuovo talento nazionale e nel 2016 il disco  IDA LUPINO inciso insieme a Gianluca Petrella è stato  eletto miglior disco italiano  Ha  realizzato una decina di album a suo nome, favorevolmente accolti da pubblico e stampa specializzata e ha partecipato a numerosi e importanti festival nazionali ed internazionali E' uno dei musicisti più apprezzati  della sua generazione, sempre alla  ricerca di  soluzioni non banali come improvvisatore, compositore e bandleader.

Gianluca Petrella è considerato uno dei miglior trombonisti jazz del mondo. Forse il più importante musicista jazz italiano di tutti i tempi.
Nella lista delle collaborazioni con musicisti internazionali figurano: Steve Bernstein, Bobby Previte, Pat etheny, Tomasz Stanko, Greg Osby, Carla Bley ed italiani: Paolo Fresu, Roberto Gatto, Antonello Salis, Gianluigi Trovesi, Francesco Bearzatti, Danilo Rea e  tanti altri.

Francesco Diodati appartiene alla nutrita schiera di giovani musicisti jazz in rapida ascesa nazionale, e non solo. La chiarezza d’idee e la volontà di condividere la propria poetica con musicisti della stessa generazione sono i suoi tratti salienti. Il contributo di Diodati s’iscrive nella linea del jazz contemporaneo in cui il senso della storia convive con l'apertura a un vasto universo sonoro.
L’uso sapiente degli effetti elettronici che s’innesta sulla padronanza tecnico musicale della chitarra elettrica e acustica, riflette una concezione dello spazio sonoro che dilata i confini fisici delle sei corde.

Gabriele Evangelista, ritenuto uno dei contrabbassisti italiani piu' creativi ed eclettici, è l'ultimo dei talenti valorizzati da Rava. Scoperto ai seminari jazz di Siena, sta bruciando le tappe a velocità supersonica ed è richiestissimo per le sue straordinarie doti (precisione unita ad una sfrenata creatività ed ad un grande interplay ) da molti musicisti italiani.

Enrico Morello è un batterista dal drumming raffinato, che può contare su una preparazione accademica e una serie di esperienze internazionali rare per tanti suoi coetanei e che coltiva lo studio del suo strumento con passione e professionalità. È un musicista curioso e rispettoso della tradizione, con uno swing stupefacente e grande sensibilità nella scelta delle dinamiche, che guarda al futuro, costantemente impegnato in una personale ricerca che parte dal jazz ma esplora tutto l'universo musicale.





28 Aprile, Teatro Sant'Andrea, H.21:30
€ 12 intero / € 10 ridotto studenti e soci Exwide - prevendite ticketone

Fonterossa Day #5 feat. Antonello Salis

Quinta edizione del mini festival dedicato all’etichetta indipendente della contrabbassista e compositrice Silvia Bolognesi; cinque concerti per una giornata ispirata ai suoni d’avanguardia, al free jazz, alla conduction, con la speciale partecipazione di Antonello Salis.

PROGRAMMA

Teatro Sant'Andrea
18:00 Amedeo Verniani "Due."
Emanuele Parrini: violino
Tony Cattano: trombone
Joseph Nowell: piano
Amedeo Verniani: contrabbasso
Pierluigi Foschi: batteria
 
Sottobosco
19:30 Quartetto Estemporaneo FD#5
Emanuele Parrini: violino
Tony Cattano: trombone
Silvia Bolognesi: contrabbasso
Stefano Tamborrino: batteria

Teatro Sant'Andrea
21:00
Alessandro Giachero "Sonoria"
Alessandro Giachero: piano, piano preparato
Cosimo Fiaschi: sax soprano
Emanuele Guadagno: chitarra
Nicholas Remondino: batteria, live electronics

Teatro Sant'Andrea
22:00
Antonello Salis meets Silvia Bolognesi

22:45
Orchestra Laboratorio diretta da:
Silvia Bolognesi
Alessandro Giachero
Antonello Salis
Stefano Tamborrino




05 Maggio, Teatro Sant'Andrea

Dinamitri Open Combo “Mappe per l'Eden”
Produzione originale Pisa Jazz 2019

h.18:00   Teatro Sant’Andrea
Incontro con Stefano Zenni
Musica dal profondo. Viaggio alle origini della musica

Considerato in passato un argomento estraneo alla ricerca scientifica, oggi invece le origini della musica ci appaiono meno misteriose. Partendo dalle migrazioni ancestrali e dall’evoluzione culturale di homo sapiens,  incrociando il racconto con i resti musicali arcaici in alcune civiltà contemporanee, è finalmente possibile delineare l’affascinante paesaggio musicale dei nostri antenati. Con scoperte sorprendenti, come quelle sulla polifonia, che sovvertono la tradizionale narrazione storica a favore di una visione profondamente innovativa che avvicina il passato lontano al nostro presente.

Stefano Zenni è titolare della cattedra di Storia del jazz presso il Conservatorio di Bologna. Da più di vent’anni è il direttore della rassegna MetJazz presso la Fondazione Teatro Metastasio di Prato. Ha diretto il Torino Jazz Festival dal 2013 al 2017.
E’ autore di vari libri su Louis Armstrong (Satchmo. Oltre il mito del jazz, nuova edizione 2018), Herbie Hancock, Charles Mingus, tra cui I segreti del jazz e la vasta Storia del jazz. Una prospettiva globale (Stampa Alternativa). Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore (EDT) ha suscitato un vivace dibattito in ambito musicale.
Dal 2012 tiene con successo la serie di Lezioni di jazz presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
E’ stato a lungo collaboratore di Musica Jazz e del Giornale della Musica. Redige le voci jazz per Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) e del Grove Dictionary of Jazz. E’ stato candidato ai Grammy Awards come autore delle migliori note di copertina.
Collabora da oltre 15 anni con Rai Radio3.

h.21:30   Teatro Sant’Andrea - € 12 intero / € 10 ridotto studenti e scoi exwide / € 0.20 ridotto operatori - prevendite ticketone

Concerto

Cristiano Arcelli - flauto, sax soprano, sax alto
Piero BittoloBon - flauto, sax alto, clarinetto alto
Dimitri Grechi Espinoza - sax tenore
Beppe Scardino - sax baritono
Rossano Emili - sax baritono
Tony Cattano - Trombone
Gabrio Baldacci - chitarra
Pee Wee Durante - clavinet
Silvia Bolognesi - contrabbasso
Pasquale Mirra - vibrafono, percussioni
Simone Padovani - percussioni
Andrea Melani batteria – percussioni
Emanuele Parrini – violino
Griffin Rodriguez - voce

La primavera di Pisa Jazz chiude il programma con una produzione originale. “Mappe per l'Eden” è un progetto di ricerca musicale che unisce due dei gruppi più significativi della scena jazz italiana degli ultimi vent’anni. Si tratta infatti di una fusione tra Dinamitri Jazz Folklore e Open Combo, due gruppi che, oltre a condividere alcuni dei propri musicisti, condividono lo stesso approccio alla ricerca privilegiando la natura sociale della pratica musicale. “Mappe per l'Eden” ricostruisce e rielabora il percorso dell’evoluzione musicale dalle origini dell’uomo, svelando quel filo rosso che collega musiche di popoli e di epoche apparentemente distanti tra loro. Traendo ispirazione dagli sudi di Cavalli Sforza sulla deriva genetica e linguistica, applicati poi da Grauer (allievo di Alan Lomax) in ambito musicale, e ammirando quelle mappe genetiche, linguistiche e musicali che disegnano gli spostamenti delle popolazioni primitive svelando legami inaspettati tra culture e popoli agli antipodi del mondo, abbiamo ritenuta doverosa una riflessione sul mondo contemporaneo e su quanto le migrazioni di oggi possano essere riconsiderate alla luce del segno positivo dato da qualsiasi incontro e scambio di culture, senza mai dimenticare che l’umanità da sempre non può che vivere unita nel proprio viaggio cosmico su questo pianeta. Da un punto di vista musicale abbiamo ricercato quegli elementi comuni a molte se non tutte le musiche del mondo, usandoli come cellule da sviluppare con la sensibilità e la modernità del contemporaneo. Ne è scaturita una musica intensa ed empatica, rituale e catartica, dispensatrice di quella condivisone solidale che dovrebbe stare alla base di ogni società che voglia definirsi evoluta.

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Dal 10/02/19 al 05/05/19

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